Il Trentino ed il Giappone

Pubblicato il 05-09-2015 da Luca Balducci - ( 560 letture )

 

Un vero e proprio "tour" in Giappone, per costruire una collaborazione tra la psichiatria del Sol Levante e quella "illuminata" del Trentino: da un lato un Paese che cerca di risorgere, dopo il disastro del 2011, dall'altro una regione italiana che vanta buone prassi e approcci all'avanguardia nel campo dei disturbi mentali. Si svolgerà dal 3 al 13 settembre, da Fukushima a Tokyo, il viaggio di cinque "ambasciatori" del cosiddetto "Fareassieme": un modello che si basa sulla collaborazione tra operatori, utenti e familiari, per condividere e integrare i servizi per la salute mentale e costruire una presa in carico globale e inclusiva. Un modello che ora il Servizio di salute mentale di Trento prova ad esportare in Giappone, l'unico paese "sviluppato" in cui il numero di posti letto in strutture manicomiali non sia diminuito: oggi ci sono più di 300 mila letti per una popolazione di 120 milioni di persone e il 90% degli utenti si trova in ospedali privati. Una situazione critica, dovuta soprattutto al disastro nucleare del 2011, che ha lasciato una pesante eredità in termini di traumi e disturbi mentali. Proprio per questo, alcune realtà "illuminate" hanno avviato una sorta di collaborazione con il Servizio di salute mentale di Trento, visitandolo più volte negli anni scorsi e organizzando quindi il tour in partenza nei prossimi giorni. Dopo l'evento iniziale a Fukushima, la delegazione toccherà Okayama - sede dell'associazione "Okayama-Ufe" che ha organizzato il viaggio - quindi è previsto un incontro presso il ministero della Salute di Tokyo: un'occasione per presentare in una sede ufficiale il modello trentino. "In alcune strutture nipponiche, anche in virtù delle visite avvenute in passato a Trento, il ‘fareassieme' è già in fase di sperimentazione - spiegano gli organizzatori - ma questo tour potrebbe essere l'occasione per rinsaldare ulteriormente un legame che prosegue da qualche anno". Il 13 settembre si terrà l'incontro conclusivo a Tokyo, presenti delegazioni di molte città giapponesi, per definire un protocollo di collaborazione tra la salute mentale di Trento e quella giapponese finalizzato a  discutere il trasferimento dei principi fondamentali del modello trentino, a partire dagli Ufe (Utenti e familiari esperti), nel paese del Sol Levante. I protagonisti del viaggio saranno cinque "ambasciatori" del "fareassieme" che rappresenteranno il Servizio di salute mentale di Trento:  oltre al primario Renzo De Stefani, ci saranno due Ufe - Maurizio Capitanio e Renato Duches - che da anni collaborano col Servizio e potranno quindi raccontare la loro esperienza diretta in prima persona. Saranno presenti anche la giovane psichiatra Eleonora Esposito e Roberto Cuni, presidente dell'associazione La Panchina. Non è la prima volta che il modello trentino varca le frontiere nazionali: collaborazioni tra Ufe, medici e operatori sono state già avviate anche in Norvegia, Svezia, Cina e Brasile. Il metodo ha inoltre ispirato una proposta di legge che è stata depositata a Montecitorio da un gruppo di deputati per riempire i vuoti normativi lasciati dalla legge 180 del 1978.

                                                                              

Fonte SuperAbile

 

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