Pubblicato il 17-11-2015 da Luca Balducci - ( 1860 letture )

 

"Gli annunciati licenziamenti di 125 operatori precari dei servizi per la salute mentale nel Lazio rischiano di vanificare i passi avanti compiuti con la legge Basaglia, "compromettendo l'accesso degli utenti alle cure psichiatriche, che già ora vengono erogate con difficoltà e senza la necessaria integrazione socio-sanitaria". A denunciare la situazione è Aresam, l'associazione che riunisce i familiari dei pazienti psichiatrici del Lazio, che per il 18 novembre ha organizzato una manifestazione di protesta davanti alla sede della regione Lazio, con il sostegno di Psichiatria Democratica, Cittadinanzattiva, Coordinamento Precari, Fondazione Luigi Di Liegro e altre associazioni.

I paventati licenziamenti sono in realtà, tecnicamente, mancati rinnovi di contratti a tempo determinato: 127 quelli scaduti tra settembre e novembre, riferiti a 51 psichiatri, 15 psicologi, 17 infermieri, 18 assistenti sociali, 14 tecnici della riabilitazione e 12 educatori professionali. I loro contratti sono stati tutti prorogati solo fino al 15 gennaio, "spostando di qualche mese una riduzione dell'organico che metterebbe seriamente in pericolo la sopravvivenza dei servizi stessi", commenta Aresam. Già ora infatti "il numero degli operatori dei servizi di salute mentale è già inferiore del 40-60% rispetto alle esigenze, con punte del - 70% - ha riferito Angelo Ricciardi, portavoce del Coordinamento Precari del Lazio - Sarebbero necessari 6 milioni di euro per provvedere alla stabilizzazione dei precari, risorse che la Regione nega di avere".

La Regione Lazio ha infatti annunciato che non potrà più stanziare i fondi destinati al personale precario, entrato in servizio con la Dgr 908/09 per far fronte al blocco delle assunzioni: grave comunque la sproporzione tra utenti e operatori, visto che la richiesta di servizi in questo ambito non fa che aumentare, tanto che "si rischia che i servizi, depauperati di organico e della propria mission, finiscano per diventare luoghi di contenzione della sofferenza sia per gli utenti sia per i familiari e per gli operatori stessi", ha affermato Anna Maria De Angelis, presidente di Aresam.

Tanto che qualcuno rievoca lo spettro dei manicomi, ipotizzando che, se i tagli verranno messi in atto, non si posa che ritornare a quel modello di assistenza psichiatrica. Per scongiurare questo rischio, le associazioni chiederanno al presidente della Regione Lazio Zingaretti di essere ricevuti, per affrontare i nodi critici della situazione e avere garanzia che i servizi per la salute mentale in regione non perdano le competenze, l'esperienza e la professionalità maturata in questi anni dai 127 operatori precari che oggi rischiano di restare senza lavoro."*

                                                   

*Fonte SuperAbile

 

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