Rems Bologna insicura?

Pubblicato il 21-07-2015 da Luca Balducci - ( 3558 letture )

 

Una lettera firmata da 41 psichiatri dell'Ausl per denunciare le insufficienti misure di sicurezza nella "Rems" di Bologna, la “Casa degli svizzeri". Nella lettera  si sottolinea, in primo luogo, "l'assoluta inopportunità" della struttura (una casa colonica su due piani), che "non consente un controllo del reparto". La Rems di Bologna, aperta il 27 marzo come conseguenza dell'obbligo di chiusura degli Opg, oggi ospita 14 pazienti giudiziari (la quota massima) ed è una struttura provvisoria in attesa della realizzazione della Rems di Reggio Emilia. La struttura è diretta da Bartoletti che ha prontamente repsinto le accuse. "Quello della sicurezza è un problema affrontato: c'è un sistema di videosorveglianza, una guardia giurata  24 ore su 24, una recinzione. È una struttura naturalmente più sicura di un qualsiasi reparto psichiatrico, ma non è un carcere. Non lo è e non lo sarà: la legge prevede che le persone in Rems scontino la loro pena in maniera riabilitativa. Senza dimenticare che le residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria sono misure, come dice il nome, socio-sanitarie".
                                                                                                        

 

Pubblica in:   

Notizia presente in:

 

ULTIME NEWS REGIONALI

Assemblea ordinaria soci Anep Regiona Lazio

E' convocata l'assemblea ordinaria dei soci Anep della Regiona Lazio il giorno 16 OTTOBRE 2026 alle ore 20.30 in modalità videoconferenza

Sostieni la ricerca: la crescita post-traumatica vicaria negli educatori professionali

Invito alla compilazione rivolto a tutti/e gli educatori e le educatrici professionali (dm 520/98)

Partecipa ad un questionario sulla gestione delle crisi emotive nel Disturbo Borderline di Personalità

Indagine collegata ad una tesi di laurea in Educazione Professionale

Sostieni la ricerca: i videogiochi come strumento per i professionisti della salute

Indagine sui benefici percepiti e la diffusione del videogioco. Unisciti allo studio riservato a Educatori Professionali e professionisti della salute.