Pubblicato il 17-12-2014 da Luca Balducci - ( 3175 letture )
Analizzare le buone pratiche in uso nel campo della prevenzione precoce, dei fattori di rischio e di protezione legati alla delinquenza giovanile. È l’obiettivo del progetto europeo “Community prevention and early prevention” promosso dall’assessorato alle Politiche sociali in collaborazione con il Servizio politiche per la sicurezza e la Polizia locale e di cui fanno parte anche il Consorzio Open, Inghilterra, Spagna e Lettonia. Finanziato dalla Commissione Europea Giustizia e Affari interni, il progetto è iniziato il 15 gennaio 2013 e si concluderà il 15 gennaio 2015. Ciò a cui mira è consentire a operatori ed esperti che operano nel settore di progettare programmi sperimentali incentrati sui fattori di rischio, adattati alle esigenze e alle realtà locali, diffondendoli nello stesso modo alle istituzioni competenti e permettendo che la sperimentazione di programmi di prevenzione si basi su dati affidabili e reali e promuova in questo modo politiche più efficienti ed efficaci nella prevenzione della criminalità. Sono già state realizzate sia la ricerca regionale/nazionale che quella internazionale. Dall’indagine effettuata in Emilia-Romagna, a Torino e a Termini Imerese (territori partner del progetto si nota che la definizione di ‘Community prevention and early prevention’ data dai Paesi del Nord Europa (Inghilterra e Lettonia) è molto diversa dall’approccio dato dai Paesi del Sud Europa (Italia e Spagna). In ogni caso, ciò che emerge è che vi sono politiche e interventi di prevenzione consolidati sul territorio che però quasi mai vengono declinati, salvo poche eccezioni, sulle categorie tipiche della prevenzione precoce della criminalità.
Fonte ER Sociale
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