Pubblicato il 20-04-2015 da Luca Balducci - ( 2294 letture )
In occasione del seminario “Le povertà minorili al tempo della crisi. Esperienze e proposte per riuscire a immaginare il futuro", svoltosi oggi in Reggio Emilia, la Fondazione Zancan di Padova ha ripetuto il proprio slogan "Combattere la povertà infantile è possibile, ma bisogna cambiare approccio ed esplorare le potenzialità del welfare generativo". Nel 2013 il 27,9% dei bambini italiani fino a 6 anni era a rischio di povertà o esclusione sociale, in aumento rispetto al 26,3% nel 2007. Inoltre, secondo le stime dell’Istat, nel triennio 2011-2013 è raddoppiato il numero di minori italiani in "povertà assoluta": da 723 mila bambini e ragazzi nel 2011 a 1 milione 434 mila nel 2013. Ciò significa che nel 2013 un minore su sette (il 13,8% dei residenti) era in povertà assoluta. Quali le soluzioni? Non mero assistenzialismo fiscale, ma azioni di valenza sociale volte al coinvolgimento attivo e alla responsabilizzazione delle persone, considerato che “l’impatto dei trasferimenti sociali in termini di riduzione del rischio di povertà tra i minori italiani è di gran lunga inferiore rispetto a quello medio europeo – ha evidenziato Vecchiato -. Se i trasferimenti hanno un’efficacia così limitata, i servizi per l’infanzia sarebbero invece molto più capaci di ridurre povertà e disuguaglianze.” Ma questi fondi sono rivolti a un numero troppo limitato di bambini, e dunque nuove vie d’uscita vanno esplorate e praticate per garantire a bambini poveri un futuro migliore.
Fonte ER Sociale
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