Pubblicato il 25-11-2015 da Luca Balducci - ( 2558 letture )
L’uomo è un animale sociale, sentenziava Aristotele. Quello della solitudine è un fenomeno in triste aumento nella nostra società sempre più formata da single e da coppie senza figli. Una condizione che pone enormi problemi di carattere socio-assistenziale, soprattutto negli anni a venire. Un articolo pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences(PNAS) rivela infatti che la solitudine, non rappresenta solo uno status sociale problematico, ma un vero e proprio fattore di rischio per la salute, che aumenta il rischio di morte prematura del 14%. Secondo John Cacioppo, psicologo dell’Università di Chicago esperto in questa materia, l’isolamento sociale, in particolare negli adulti e negli anziani, scatena una serie di risposte psicologiche, dei segnali di stress del tipo fight-or-flight, che da ultimo andrebbero ad influenzare la produzione dei globuli bianchi. Lo stesso gruppo di ricerca in passato aveva messo in luce un legame tra la solitudine e un fenomeno da loro indicato come ‘risposta trascrizionale conservata all’avversità’ (conserved transcriptional response to adversity, CTRA). Il fenomeno in questione consiste nell’aumentata espressione dei geni coinvolti nell’infiammazione e nella ridotta espressione di quelli coinvolti nelle risposte anti-virali. Il che porta alla conclusione che le persone sole presentano una risposta immunitaria meno valida e ‘facciano’ più infiammazione delle persone che vivono una ricca vita di relazione.

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