Pubblicato il 21-05-2016 da Renato Riposati - ( 3797 letture )
"Per la Riforma degli Ordini professionali di area sanitaria, abbiamo scelto di dire no ad un dibattito di natura ideologica e abbiamo voluto restituire agli Ordini la loro fondamentale funzione pubblicistica. Il nodo della questione non era e non poteva essere lo scioglimento, ma l’impianto normativo vecchio di 70 anni. E il cambiamento si vede. Nel testo è scritto in modo chiaro: gli Ordini sono enti di diritto pubblico non economico che svolgono funzioni sussidiarie -non ausiliarie come è oggi - dello Stato..jpg)
Non è una differenza da poco. Attraverso nuove attività di vigilanza, nuovi compiti formativi e di verifica si determinano condizioni di garanzia su appropriatezza e qualità delle prestazioni professionali. Ma anche sul piano dell’azione disciplinare, sino ad oggi concentrata nello stesso organo, si registra una novità importante: la separazione tra funzione giudicante e istruttoria che contribuisce così ad allontanare sospetti di poca trasparenza e corporazione.
Insomma, il ddl rappresenta una buona notizia per una estesa platea di operatori della sanità e, più in generale, per il sistema Paese al cui sviluppo sociale ed economico concorrono anche centinaia di migliaia di professionisti della salute”, conclude il senatore dei Conservatori e riformisti.
info: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=39870
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