La sanità sarda cambia rotta

Pubblicato il 31-07-2015 da Luca Balducci - ( 604 letture )

 

Con il via libera da parte della Giunta alla bozza di delibera, prende il via il dibattito pubblico sul futuro della rete ospedaliera della Sardegna. “Quella bozza è il risultato di un lavoro tecnico di un anno nel corso del quale abbiamo sviscerato tutti i dati in possesso dell’assessorato alla sanità. Ora la presentiamo ai portatori di interessi: enti locali, professionisti, cittadini, per ascoltare i loro dubbi e le loro proposte. E così facendo vogliamo lanciare un messaggio politico importante di collaborazione”. Sono queste le parole di Arru, Assessore alla Sanità della Sardegna, la seconda regione italiana per estensione territoriale e con una densità di popolazione che va dai 69 ab. per km quadrato a 38. L’insularità, la posizione geografica e le vie di comunicazione rappresentano inoltre vincoli determinanti per la definizione della rete ospedaliera. In ragione di questo, si è stabilito di individuare otto aree omogenee che coincidono con gli ambiti territoriali delle attuali Asl e di ridefinire i livelli di intensità dei presidi in base alle caratteristiche del territorio e dunque articolato in 4 tipologie: presidio di I livello, presidio di II livello, presidio di base. Alcuni presidi sono multistabilimento, cioè aggregano stabilimenti ai quali sono attribuite funzioni definite e diverse. Gli stabilimenti di zona disagiata sono dotati di un Pronto Soccorso, gestito dall’AREUS e coordinato con il DEA di riferimento, dove devono essere presenti almeno 20 posti letto di medicina che garantiscano, in caso di necessità, anche l’assistenza ai pazienti chirurgici operati in regime di day-surgery o week-surgery.

                                                                        

 

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