Chiarimento del Ministero della Salute: «Abusivo chi non si iscrive subito al nuovo ordine multi-albo»

Pubblicato il 19-10-2018 da Comunicazione ANEP - ( 8628 letture )

 

Con una lettera indirizzata al Presidente Nazionale del neo ordine costituito (Federazione Tsrm e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione ), dove conferisce il nostro albo professionale, il direttore generale della Dg professioni sanitarie e risorse umane del ministero della Salute, Rossana Ugenti, precisa che: «Tutti i professionisti regolarmente abilitati che intendano esercitare una professione sanitaria in qualunque forma giuridica , hanno l'obbligo di iscriversi da subito all'albo professionale di riferimento».

E' un adempimento che scatta per i 17 profili - dai fisioterapisti agli ortottisti, dai tecnici di laboratorio ai dietisti, dagli igienisti dentali ai tecnici audiometristi - per la prima volta inclusi in un albo professionale e che devono effettuare l'iscrizione sul portale del nuovo Ordine multi-albo (www.tsrm.org ) istituito dalla Legge Lorenzin, sia nella libera professione sia nell'ambito della dipendenza presso strutture pubbliche o private. E in caso di non ottemperanza, «occorre evidenziare» che la stessa Legge Lorenzin «ha inasprito le pene e le sanzioni per coloro che incorrano nel reato di esercizio abusivo della professione». L'art. 12 della legge 3/2018 prevede infatti da sei mesi a tre anni di reclusione e multe da 10mila a 50mila euro.

La lettera è una conferma da parte del ministero resa necessaria per «contrastare il diffondersi di messaggi distorti, soprattutto nei siti Internet e nei social».

Nessuna proroga per i dipendenti pubblici 
Stessa scadenza cogente vale anche per i professionisti impiegati come dipendenti del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Il ministero chiarisce infatti che il termine del settembre 2019 - citato nella nota dell'Ordine dello scorso 4 giugno nella quale si sottolineava la particolarità del periodo transitorio per l'implementazione degli albi stessi - si riferisce esclusivamente alla conclusione dell'incarico di supporto dei rappresentati delle associazioni maggiormente rappresentative. «Tale termine - ribadisce Rossana Ugenti nella sua lettera - è stato travisato considerandolo un termine per l'iscrizione all'albo quando, invece, è stato indicato come un limite temporale per le Aziende sanitarie per la richiesta della certificazione ai singoli professionisti per partecipare ai concorsi e alle selezioni». Alla luce di quanto esposto, «ci si augura - conclude la dirigente del Ministero - che ogni dubbio sui termini per le iscrizioni agli albi delle professioni sanitarie istituiti con Dm 13 marzo 2018 sia definitivamente superato».

 

Il rischio è l'esercizio abusivo della professione 
Al momento attuale, quasi la metà dei professionisti interessati (complessivamente 180-200mila, appartenenti ai 17 profili che devono iscriversi ai nuovi albi) hanno effettuato la preiscrizione sul portale del nuovo Ordine multi-albo . «Dalla data di decorrenza dell'obbligo del primo luglio scorso a oggi - spiega Alessandro Beux, presidente dell'Ordine - la pratica è stata ultimata da 80mila professionisti. Il nostro obiettivo è di superare i 100mila entro dicembre». A vedere il bicchiere mezzo pieno, potrebbe essere considerato un buon risultato. «La macchina si è senza dubbio avviata bene - continua Beux - a dispetto di chi "gufava" e sosteneva che non ce l'avremmo mai fatta. Ma anche alla luce dei chiarimenti del ministero, in realtà siamo a metà dell'opera. Tutti gli altri professionisti che non si sono ancora iscritti avrebbero già dovuto essere dentro e non ci sono. A fine dicembre avranno esercitato abusivamente la professione per sei mesi».

L'obiettivo dell'intero processo non è di vessare i professionisti, ricorda il presidente, ma di tutelarli. «La Federazione nazionale, il Ministero della Salute e le Regioni - conclude Beux - stanno valutando i percorsi tecnici di equivalenza e i percorsi normativi necessari a garantire la serenità di tutti i professionisti che ne hanno i requisiti. Da questo punto di vista l’Ordine è solo contro gli abusivi».

 

Articolo tratto da Sanità24

Lettera del Ministero

 

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