EDUCATORI PROFESSIONALI E' ORA DI DIRE LA NOSTRA

Pubblicato il 07-10-2020 da Comunicazione - ( 5117 letture )

 

Carissime colleghe e colleghi,

Siamo ad informarvi, con enorme disappunto e sgomento, sull’ennesimo colpo di mano!!

Questo l’emendamento inserito in sede di conversione del DL 14 agosto 2020, n.104, nell’articolo 33-bis:

Iori, De Petris, Boldrini, Laforgia, Sbrollini

Dopo l'articolo (33), inserire il seguente:

«Art. 33-bis.

(Misure urgenti per la definizione delle funzioni e del ruolo degli educatori socio pedagogici nel presidi socio sanitari e della salute)

1. Il Ministero della salute, d'intesa con il Ministero dall'università e della ricerca, con apposito decreto, da adottare entra 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, stabilisce le funzioni proprie degli aspetti socio-educativi, considerato che il tratto specifico del molo della suddetta figura professionale è la dimensione pedagogica, nelle sue declinazioni sociali, della marginalità, della disabilità e della devianza.

2. Le funzioni dell'educatore socio pedagogico di cui al comma 1, svolte in collaborazione con altre figure socio sanitarie e in applicazione dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 gennaio 2013, n. 4, fanno riferimento alle seguenti attività professionali:

a) individuare, promuovere, sviluppare le potenzialità cognitive, affettive, ludiche, relazionali dei soggetti, a livello individuale e collettivo, nell'ambito di progetti pedagogico elaborati in autonomia professionale o con una équipe in prospettiva interdisciplinare e interprofessionale;

b) contribuire alle strategie pedagogiche per programmare, pianificare, realizzare, gestire, monitorare, verificare e valutare interventi educativi mirati allo sviluppo delle potenzialità di tutti i soggetti per il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di sviluppo, autonomia personale e inclusione sociale;

c) progettare, organizzare, realizzare e valutare situazioni e processi educativi e formativi sia in contesti formali pubblici e privati, sia in contesti informali, finalizzate alla promozione del benessere individuale e sociale, al supporto, all'accompagnamento, all'implementazione del progetto di vita delle persone con fragilità esistenziale, marginalità sociale e povertà materiale ed educativa, durante tutto l'arco della vita;

d) costruire relazioni educative, cura educativa, accoglienza, responsabilità, prevenire situazioni di isolamento, solitudine, stigmatizzazione e marginalizzazione educativa, soprattutto nelle aree territoriali culturalmente e socialmente deprivate».

 

Con questo emendamento c’è un bieco tentativo di sovrapporre le funzioni degli educatori socio-pedagogici a quelle previste dal DM 520/98 nel profilo dell’Educatore Professionale, senza tenere conto di molteplici cose.

Innanzitutto si tratta di una grave sovrapposizione di una professione non sanitaria a funzioni già in capo a una professione socio sanitaria già regolamentata e normata, inquadrata nella rete ordinistica!

Inoltre non sono stati tenuti in nessun conto gli sforzi dei vari tavoli tecnici interministeriali e formali, nei quali si è tentato di lavorare da tempo per riallineare e risolvere le gravi incongruenze create dalla senatrice Vanna Iori e dal suo gruppo nel 2017!

Tale emendamento andrà in approvazione il 13 ottobre in aula, dobbiamo assolutamente impedire che il mondo accademico ed universitario decida, a sommo studio, di creare un profilo che si confà esclusivamente agli interessi di lobby e non certo alle necessità di riconoscimento dei lavoratori, del loro inquadramento nei servizi e delle loro attività, ad oggi confuse e manipolate in sede di appalto, e senza nessuna salvaguardia soprattutto dei cittadini e dei loro bisogni sociali e sanitari, se le professioni di cura non dovessero più seguire una regolamentazione.

Chiediamo che gli Educatori si mobilitino perché ci sia una risposta dei lavoratori e dei professionisti a questi signori, che forti della loro posizione in Parlamento si stanno muovendo in maniera assolutamente non etica su più tavoli a salvaguardia di interessi che, ripetiamo, sono ben lontani dalla salvaguardia della professione, dei professionisti e dei cittadini!!

Invece di occuparsi di riunificare i percorsi formativi viene definito un ulteriore profilo!!

Ci auguriamo che la CDA Nazionale degli EP, appena insediatasi, assieme alle CDA Provinciali che aderiranno, promuova azioni di dura opposizione affinché tale emendamento non procuri ulteriore nocumento alla nostra professione. Le azioni vedranno chiaramente il coinvolgimento delle cariche istituzionali e ministeriali, quali lo stesso Ministro della Salute Roberto Speranza.

Verrà data prontamente diffusione agli iscritti della situazione attuale e delle azioni da mettere in campo, con la richiesta di una partecipazione attiva degli stessi, perché la voce degli Educatori professionali arrivi forte e chiara, attraverso una mail da inviare all’attenzione della segreteria del Ministero della Salute.

Con questo emendamento si perpetua la scellerata strada di dividere in due il profilo dell'educatore professionale per poi sovrapporre tra loro alcune funzioni. Ma quale altra figura professionale è stata sottoposta a tutto ciò? Solo gli educatori professionali. Se chi è intorno a noi: il sistema universitario, i Ministeri, il sindacato, il terzo settore, …, non si preoccupa delle sorti dell'educatore professionale, allora dobbiamo dedurre che gli interessi che la nostra figura professionale tocca sul mercato del lavoro, sul sistema universitario...sono enormi, così grandi che ognuno ci ricava un pezzo.

Questo emendamento è la prova di quanto Anep ha sempre sostenuto: il profilo è uno, mentre il tentativo adesso è di prenderne un pezzo per costruire un secondo profilo. Se le due figure fossero chiare non ci sarebbe stata la necessità di inserire questo emendamento.

Anep si opporrà fermamente perché tutto ciò non avvenga!

Continuiamo a lottare: la partita non è finita!!

 

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