Voci minoritarie

Pubblicato il 18-03-2016 da Luca Balducci - ( 1087 letture )

 

 Assistenza, pregiudizi e barriere architettoniche – oltre che mentali – sono solo alcune delle parole con cui una persona disabile deve combattere ogni giorno per far sì che vengano rispettati i suoi diritti. Statistiche alla mano, il 25 per cento degli italiani non ha mai avuto a che fare con un disabile: a stabilirlo il rapporto CENSIS sulla situazione sociale del nostro Paese, un dato che il collettivo Frittole Production ha deciso di prendere a cuore per urlare forte e chiaro no all’indifferenza. È da qui che nasce “Voci minoritarie”, l’ambizioso progetto di Carlo Del Regno e Olmo Bisigato, due giovani amici - salernitano il primo, senese il secondo – che hanno deciso di raccontare la disabilità attraverso spaccati di vita quotidiana: cinque cittadini salernitani, protagonisti assoluti delle video-interviste realizzate nell’ambito di Voci Minoritarie, produzione indipendente realizzata a budget zero dal collettivo. «L’idea di un progetto a budget zero è nata da un’esigenza prettamente economica – dice Carlo Del Regno - purtroppo dopo la formazione universitaria, quasi sempre ci si ritrova precari, ma noi non ci siamo dati per vinti e abbiamo deciso di affrontare il progetto con le nostre forze. In realtà c'è anche un altro aspetto: crediamo che le cose si possono fare bene anche con poco, potrebbe essere un suggerimento per chi opera nella comunicazione».

 

Qual è stata la risposta della cittadinanza salernitana di fronte al vostro lavoro? «Soltanto a poche persone interessava ciò che avevamo da raccontare. Purtroppo il mondo della disabilità deve scontrarsi spesso con cittadini non curanti dei problemi altrui: se solo le istituzioni centrali fossero più attente al problema e i cittadini avessero un’educazione civica migliore, gli ostacoli per i diversamente abili diminuirebbero in un batter d'occhio».
Cosa è emerso dall’inchiesta condotta nel viaggio del collettivo tra associazioni e istituzioni? Progetti futuri? «Ci siamo relazionati con associazioni sportive e di volontariato - come la GALS onlus o la Crazy Ghosts - che operano tutti i giorni nel terzo settore. Sicuramente è emerso che c’è bisogno di maggiore assistenza, soprattutto per le disabilità che relegano una persona in casa, per non parlare di quella sessuale: tutti hanno il diritto di conoscere il proprio corpo e di provare sensazioni che vanno al di là degli affetti familiari. Un grazie speciale va a tutti coloro che hanno collaborato sposando la nostra causa e a chi ha scelto con coraggio di dare un volto alle nostre video-interviste per raccontare ciò di cui si parla ancora troppo poco».

                                             

Fonte lacittadisalerno

 

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